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Le disuguaglianze di genere nei ruoli di potere in Italia restano tra le forme più radicate di disparità sociale. Il potere continua a essere prerogativa maschile, bloccato da strutture culturali e istituzionali che ostacolano un reale riequilibrio.

Il report “Sesso è Potere 2025” restituisce un quadro chiaro: nelle sfere della politica, dell’economia, dei media, dell’università e delle autorità indipendenti, le donne restano gravemente sottorappresentate. In politica, solo il 15,4% dei sindaci è donna. Le Regioni guidate da donne sono solo due su venti, e in Parlamento le donne sono una minoranza. Nella diplomazia la disparità è ancora più marcata, con appena il 13,6% di ambasciatrici. Nel mondo economico, la situazione non è migliore: solo 2 CEO su 50 tra le principali aziende quotate sono donne, e nelle società controllate dallo Stato i numeri sono simili. Le donne manager rappresentano il 27%, e le imprenditrici sono meno di un terzo, percentuali ben sotto la media europea. Nell’accademia, nonostante le donne rappresentino la maggioranza dei laureati e abbiano performance migliori, solo 17 università su 85 sono guidate da una rettrice, e tra i principali enti di ricerca appena 3 donne ricoprono ruoli apicali. Un altro aspetto critico è la cosiddetta “femminilizzazione del middle management”, cioè l’alta concentrazione di donne in ruoli intermedi privi di vero potere decisionale, spesso percepiti come stressanti e poco desiderabili, soprattutto dalla Generazione Z.

Rendere visibili le disuguaglianze è il primo passo per cambiarle, e solo attraverso un impegno collettivo consapevole si potrà costruire una società più equa.

Di seguito il link per scaricare il Report: https://infonodes.org/sesso-%C3%A8-potere