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Sono 8.798 le aziende che hanno ottenuto la Certificazione della parità di genere, introdotta dalla legge 162/2021 e sostenuta dal PNRR, che riconosce le misure adottate per ridurre il divario di genere sul lavoro. I siti aziendali certificati sono in totale 31.861, contando le diverse sedi. La Certificazione è già la quarta più diffusa in Italia, dopo quelle per qualità (ISO 9001), ambiente (ISO 14001) e sicurezza sul lavoro (ISO 45001), un risultato significativo vista la recente introduzione dello standard.

Il Pnrr ha fissato come obiettivo almeno 3.000 imprese certificate, di cui il 60% PMI: target già raggiunto. Inoltre, con fondi dedicati (10 milioni di euro), il Governo continuerà a sostenere almeno 500 PMI nel percorso verso la Certificazione. È stato anche attivato un sistema informativo nazionale per raccogliere e monitorare i dati sulle imprese certificate, che dovrà rimanere operativo nel tempo. Secondo il Governo, l’adesione crescente mostra che le aziende stanno riconoscendo la parità di genere come leva di sviluppo, oltre che questione di equità.

Un segnale critico arriva da Accredia: nella partecipazione agli appalti pubblici, dove la certificazione dà diritto a punteggi premianti, si registra un uso improprio del meccanismo dell’avvalimento, che rischia di snaturare la validità dello strumento, perché consente a imprese non certificate di sfruttare i benefici senza adottare realmente le buone pratiche richieste.