Il 17 settembre 2025 il Senato ha approvato in via definitiva il DDL delega sull’intelligenza artificiale che mira a stabilire un quadro normativo nazionale per regolare lo sviluppo e l’utilizzo dell’IA in Italia. Questo provvedimento si inserisce nel più ampio contesto del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) e stabilisce i principi generali – tra cui non discriminazione e parità dei sessi – per un utilizzo dell’IA corretto, trasparente e responsabile, con un approccio antropocentrico.
A livello di governance, il DDL prevede l’adozione di una Strategia nazionale biennale sull’IA da parte del Governo d’intesa con le Autorità nazionali per l’IA. Queste ultime, al contrario di quanto previsto dal Regolamento europeo per l’IA, non sono indipendenti ma sottoposte al controllo diretto dell’esecutivo e individuate nell’AGID e nell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
Particolare attenzione è dedicata al mondo del lavoro: le aziende che utilizzeranno algoritmi nella selezione del personale o nella valutazione delle performance dovranno informare le risorse e assicurare che i processi automatizzati non compromettano dignità e diritti. Il DDL prevede altresì l’istituzione – con decreto del Ministero del Lavoro da adottare entro novanta giorni – di un Osservatorio per monitorare l’impiego dell’IA in ambito professionale, con l’obiettivo di prevenire abusi, garantire trasparenza e promuovere la formazione dei/delle lavoratori/lavoratrici e dei datori di lavoro in materia di intelligenza artificiale.
Inoltre, sono previste: i) misure di sostegno a percorsi formativi in materia di IA nell’ambito dell’istruzione secondaria di secondo grado per studenti e studentesse ad alto potenziale; ii) il potenziamento nei curricoli scolastici dello sviluppo di competenze STEM anche per promuovere la scelta da parte delle ragazze di percorsi di formazione superiore in queste discipline; iii) previsione, nei corsi universitari e nei percorsi di ITS Academy, di attività formative per la comprensione tecnica e l’utilizzo consapevole anche sotto il profilo giuridico delle tecnologie e dei sistemi di IA come definiti dalla disciplina europea; iv) percorsi di alfabetizzazione e formazione sull’uso dei sistemi di intelligenza artificiale negli specifici settori per i/le professionisti/e da parte delle rappresentanze sindacali.
Ricordiamo, tuttavia, che si tratta di un atto di indirizzo che stabilisce princìpi, valori e obiettivi in virtù dei quali il Governo è chiamato ad adottare decreti attuativi entro dodici mesi. La norma rinvia, dunque, a successivi passaggi la definizione di una disciplina organica relativa i) all’addestramento dei sistemi di IA, ii) ai casi di impiego illecito dei sistemi di IA, iii) e più in generale all’adeguamento della normativa nazionale all’AI Act. Il DDL, quindi, rappresenta un passo avanti significativo, ma non definitivo. Saranno i successivi decreti attuativi a determinare se questa legge diventerà uno strumento efficace di governo dell’innovazione o un mero provvedimento simbolico. Spetterà al Governo, alle istituzioni, alle imprese e alla società civile il compito di darle piena attuazione, perché l’IA diventi davvero uno strumento al servizio della collettività e non una fonte di nuove disuguaglianze e rischi.
