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La nuova UNI/PdR 180:2025 sulla Valutazione di Impatto di Genere (VIG), che punta a riformare il mindset della Pubblica Amministrazione con impatti indiretti nel mondo delle imprese, è stata sottoposta a consultazione pubblica nel mese di agosto e le osservazioni pervenute sono ora al vaglio del tavolo tecnico competente.

La VIG – traduzione italiana del concetto europeo di Gender Impact Assessment – non è solo un approccio metodologico, ma un vero modello operativo che intende trasformare l’analisi di impatto di genere della spesa pubblica da onere a occasione di crescita per l’intero sistema Paese. Nella gestione dei fondi pubblici le amministrazioni saranno chiamate a integrare 18 KPI con valutazione ex ante, in itinere ed ex post.

La sfida è duplice: rafforzare le competenze interne alla PA e al tempo stesso allineare domanda e offerta. Se oltre 9.000 imprese certificate UNI/PdR 125:2022 hanno già dimostrato di poter generare nuova occupazione femminile, serve ora che le politiche pubbliche orientino la spesa in modo coerente, creando le condizioni per valorizzare queste realtà.

I prossimi passi includono la l’esame delle osservazioni emerse durante la fase di consultazione, l’inserimento della Prassi nella Legge di Bilancio 2026 – come ultima tappa dell’era PNRR -, l’adozione delle linee guida da parte delle prime Regioni (con Lombardia e Puglia come possibili apripista e modelli di riferimento) e l’individuazione del perimetro normativo.