La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) ha apportato un cambiamento strutturale alla rendicontazione ESG con l’introduzione dell’assurance obbligatoria dei report da parte del “revisore della sostenibilità”. Si tratta dei revisori legali o società di revisione chiamate ad ampliare le loro competenze verso le dimensioni ambientali, sociali e di governance.
Il sistema delineato dal legislatore si articola in tre fasi. La prima fase (marzo-settembre 2025), dedicata ai revisori legali già attivi presso società di revisione che abbiano svolto incarichi di attestazione relativi alla DNF di cui al D.Lgs. 254/2016. La seconda fase (dal 1° ottobre 2025) si estende ai revisori iscritti nel Registro entro il 1° gennaio 2026, a condizione che abbiano conseguito i cinque crediti formativi annuali richiesti nelle materie della rendicontazione di sostenibilità. Infine, la terza fase (a regime) è riservata ai/alle professionisti/e che, oltre all’iscrizione nel Registro, potranno dimostrare un’esperienza pratica di almeno otto mesi in incarichi di assurance ESG o attività assimilabili nonché di aver superato specifiche prove d’esame in materia di sostenibilità. La Determina n. 149 del Ragioniere dello Stato del 25 settembre 2025 segna l’avvio ufficiale della seconda fase del processo con decorrenza per l’invio delle domande al MEF a partire dal 1° ottobre 2025.
Con questo nuovo disegno strategico il revisore assume una identità professionale inedita: da mero garante della correttezza dei bilanci a custode della trasparenza strategica e della credibilità delle scelte ESG delle organizzazioni. Una trasformazione di tale portata ha un impatto organizzativo importante sulle aziende: serviranno owner chiari sui KPI, migliore tracciabilità delle fonti, procedure documentate e una cultura interna orientata all’evidenza e non alle dichiarazioni.
