Il Parlamento europeo sollecita un’accelerazione delle azioni per una valutazione più equa del lavoro nei settori a prevalenza femminile. Secondo il nuovo rapporto delle relatrici Joveva e Nykiel, occorre colmare i divari che ancora limitano la piena indipendenza economica delle donne in Europa. Il documento mette in evidenza criticità come la persistente segregazione di genere nel mercato del lavoro, la sottovalutazione e sottoretribuzione dei settori femminilizzati, spesso associati anche a pensioni più basse, e il peso del lavoro di cura non retribuito, che resta in larga parte sulle spalle delle donne. Le conseguenze economiche sono significative: nel 2023 l’UE ha perso circa 390 miliardi di euro in mancati guadagni e contributi previdenziali non versati.
Il Parlamento europeo chiede una strategia e un piano d’azione per la parità di genere, la piena attuazione delle direttive su trasparenza salariale e leadership, una maggiore integrazione della prospettiva di genere nei fondi e nelle politiche UE, e più sostegno all’imprenditoria e all’orientamento femminile verso i settori meglio retribuiti. Aumentare la partecipazione femminile nel mercato del lavoro non è solo una questione di equità, ma una leva di competitività e crescita per l’Unione europea.
