La bozza della Legge di Bilancio 2026, approvata dal Consiglio dei ministri il 17 ottobre scorso, prevede lo stanziamento di 1,6 miliardi di euro per rafforzare le politiche a sostegno di famiglia e natalità, con misure che incidono direttamente sull’equità di genere.
Tra queste, cresce il bonus per le madri lavoratrici, che passa da 40 a 60 euro mensili, esentasse e destinato a chi ha un contratto di lavoro, un ISEE inferiore ai 40.000 euro e almeno due figli/e. La proposta di legge interviene anche sul congedo parentale facoltativo: confermando i primi tre mesi retribuiti all’80% ed estendendo l’età del/della figlio/a da 12 a 14 anni. Inoltre, in caso di malattia della prole, entrambi i genitori avranno la possibilità di assentarsi dal lavoro fino a 10 giorni all’anno, raddoppiando il limite attuale. Sul fronte occupazionale, la Manovra introduce una decontribuzione totale fino a 8.000 euro per i datori di lavoro privati che assumono donne con almeno tre figli/e minorenni e senza un’occupazione regolarmente retribuita da sei mesi. Per favorire la conciliazione vita-lavoro, viene riconosciuta priorità nel passaggio dal tempo pieno al part-time ai genitori con almeno tre figli/figlie conviventi, fino ai dieci anni del più piccolo/a, o senza limiti se è presente una disabilità. Infine, vengono previste risorse dedicate al riconoscimento e al sostegno del lavoro di cura svolto dai caregiver, anche se non sono ancora stati definiti entità e modalità di accesso ai fondi.
