Il 29 ottobre la Camera ha approvato il disegno di legge n. 1192, noto come “DDL semplificazioni”, già ratificato dal Senato l’8 maggio, che introduce come strumenti di valutazione preventiva delle norme la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) e la Valutazione di Impatto di Genere (VIGE). D’ora in avanti, ogni nuova norma – ad eccezione dei decreti legge – dovrà essere preventivamente valutata non solo rispetto alla sostenibilità finanziaria, ma anche guardando agli effetti sociali e ambientali che essa produrrà nel medio-lungo periodo, assicurando il rispetto dell’equità tra generazioni, comprese quelle esistenti, e l’equità di genere.
Sia la VIG che la VIGE sono pensati per integrare l’AIR (Analisi di Impatto della Regolamentazione) ed essere accompagnati, successivamente, dalla VIR (Verifica di Impatto della Regolamentazione). I criteri e le modalità da applicare per la valutazione dell’impatto di genere saranno individuati con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri.
L’art. 7 prevede altresì l’obbligo di disaggregazione per genere dei dati statistici che rappresenta un passaggio significativo verso l’integrazione sistematica della dimensione di genere nelle politiche pubbliche oltreché un essenziale strumento di gender mainstreaming. Senza dati distinti per genere, infatti, le diseguaglianze restano invisibili e, di conseguenza, non governabili. Infine, l’art. 8 modifica il Codice delle pari opportunità e introduce come elemento della relazione biennale della Consigliera di parità presentata al Parlamento anche l’impatto sull’occupazione femminile degli investimenti pubblici in materia di occupazione, formazione e politiche sociali.
