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L’EIGE ha pubblicato il nuovo Gender Equality Index 2025, rinnovato in profondità: indicatori aggiornati, nuove fonti e maggiore attenzione alla digitalizzazione, work–life balance e analisi individuale nei domini Money e Time. Il risultato è un indice più accurato e allineato alle sfide attuali, ma non comparabile con le edizioni precedenti. A livello complessivo, l’UE registra 63,4/100. Dal 2010 il progresso è stato di +10,5 punti, ma al ritmo attuale serviranno oltre 50 anni per raggiungere la parità. La crescita recente è trainata soprattutto dai domini Potere (+9), Denaro (+2,5) e Lavoro (+1,6). I punteggi più alti si osservano in Salute (86,2), Denaro (73,9) e Lavoro (69,3). L’Italia è  dodicesima in UE con un punteggio di 61,9 su 100. Il punteggio è cresciuto di +9,4 punti dal 2015 e +3,9 dal 2020. Nell’area della Conoscenza l’Italia è seconda nell’Unione europea per minore segregazione educativa con 49,3 punti. Nell’area del Potere la performance è molto differenziata: eccellente il potere economico (seconda in UE con 74,3), ma il punteggio complessivo resta il più basso del dominio. Nell’area del Lavoro l’Italia conferma l’ultima posizione, che ormai detiene dal 2010, determinata dalla scarsa partecipazione femminile. Il tasso di occupazione equivalente a tempo pieno è 33% per le donne e 53% per gli uomini (nell’UE: 44% donne vs 59% uomini). Persistono divari marcati nelle posizioni manageriali e nell’ICT. Nel dominio del Tempo ci sono forti squilibri nella gestione delle responsabilità di cura (donne 41%, uomini 16%) e del lavoro domestico (donne 65%, uomini 28%). I dati sono essenziali per comprendere i divari ma vanno trasformati in strumenti concreti per promuoverne il miglioramento.