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L’Unione europea raggiunge l’accordo politico per ridurre gli obblighi di sostenibilità e reporting aziendale. Dopo mesi di pressioni da parte dell’industria, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un’intesa per alleggerire gli obblighi di sostenibilità e rendicontazione a carico delle imprese, al termine di oltre sette ore di negoziati. L’accordo va oltre la proposta iniziale della Commissione, senza però arrivare al drastico ridimensionamento. Il nuovo assetto prevede soglie molto più alte per la CSRD: la rendicontazione si applicherà solo alle imprese con oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato, esentando oltre l’85% delle aziende che sarebbero state incluse con le regole precedenti. Anche la CSDDD viene significativamente ridimensionata: l’obbligo di due diligence scatterà solo per le aziende con più di 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di ricavi annui, una soglia molto più elevata rispetto alla proposta originaria. Il Parlamento europeo voterà l’accordo il 16 dicembre e gli Stati membri lo valuteranno nei prossimi giorni. Le reazioni politiche riflettono la complessità del compromesso: alcuni parlamentari parlano di “una vittoria per la competitività europea”, mentre altri lo considerano un “colpo mortale al Green Deal”, soprattutto per l’eliminazione dell’obbligo dei piani di transizione climatica.