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Il Governo italiano sta lavorando alla definizione di una bozza di decreto legislativo per recepire la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza salariale e la parità retributiva, che dovrà essere adottato entro il 7 giugno 2026 come previsto dall’Unione Europea. La Direttiva impone nuove regole su trasparenza retributiva nei luoghi di lavoro e tra le novità principali figurano: il diritto di informazione da parte dei/delle lavoratori/lavoratrici sui livelli retributivi medi – disaggregati per genere – per chi svolge lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore; l’onere della prova nei casi di discriminazione retributiva che passerà dal lavoratore all’azienda; obblighi di comunicazione per alcune aziende in ragione della loro dimensione nonché il rispetto per le medesime di un gender pay gap al di sotto del 5%.  Percentuale davvero lontana dai dati reali e da ultimo aggiornati dall’INPS che parlano di un divario salariale tra uomini e donne di circa il 30%. Dopo che l’Olanda aveva chiesto di posticipare la scadenza per l’implementazione, ricevendo da Bruxelles un “no” categorico, di fatto gli Stati membri – compresa l’Italia – sono stati costretti ad attivarsi per rispettare i tempi. Il Ministero del Lavoro ha già avviato incontri con le parti sociali e stakeholders per costruire la prima bozza di decreto legislativo, da portare poi in Consiglio dei ministri per il primo via libera. Dopodiché potrà iniziare l’iter parlamentare e quindi lo schema di Dlgs potrà tornare in Consiglio per il varo finale.