In vista della Giornata internazionale della donna, nella seduta del 4 marzo 2026 la Camera dei deputati ha approvato diverse mozioni parlamentari che impegnano il Governo a rafforzare la Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026 e il Piano strategico nazionale contro la violenza maschile sulle donne 2025-2027. I testi, presentati da più gruppi parlamentari e discussi congiuntamente, richiamano il principio costituzionale di parità sostanziale (artt. 3 e 51 della Costituzione) e gli impegni internazionali dell’Italia, tra cui la Convenzione di Istanbul e l’Agenda ONU 2030, sottolineando la necessità di interventi concreti, risorse adeguate e sistemi di monitoraggio efficaci. Tra i temi centrali emerge il rafforzamento dell’occupazione femminile stabile e la promozione della presenza delle donne nei ruoli di vertice, con l’obiettivo di ridurre il divario occupazionale rispetto agli uomini e l’elevata incidenza del part-time involontario. Le mozioni affrontano inoltre il persistente gender pay gap, chiedendo l’introduzione di strumenti più vincolanti di trasparenza salariale per individuare e correggere le disparità, in linea con gli standard europei. Ampio spazio è dedicato al contrasto della violenza maschile contro le donne, anche nelle sue forme digitali. In questo ambito si sollecita la creazione di un sistema nazionale integrato di raccolta dei dati disaggregati, il rafforzamento delle politiche di prevenzione e protezione delle vittime e una formazione specifica per forze dell’ordine, magistratura, sanità e scuola. Le mozioni richiamano inoltre la necessità di rafforzare le politiche di conciliazione vita- lavoro attraverso il potenziamento dei servizi di cura e l’introduzione di congedi parentali più equilibrati e non trasferibili. Infine, i testi promuovono iniziative in ambito educativo e sanitario, tra cui l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e il rafforzamento delle politiche di salute sessuale e riproduttiva, con attenzione alla rete dei consultori, all’accesso uniforme all’interruzione volontaria di gravidanza e allo sviluppo della medicina di genere. Le mozioni sottolineano anche l’importanza di consolidare una governance istituzionale stabile e adeguatamente finanziata, capace di garantire continuità e piena attuazione delle strategie nazionali per la parità di genere anche oltre il 2026.
