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I dati del report pubblicato da LinkedIn in occasione della Giornata Internazionale della Donna mostrano con chiarezza quanto il sistema di leadership aziendale continui a funzionare come un imbuto strutturale di talento. In Italia le donne rappresentano oggi circa il 31,3% delle posizioni di leadership, una quota che negli ultimi anni ha registrato progressi molto limitati, segnalando una sostanziale stagnazione nel percorso verso la parità. Le donne entrano nel mercato del lavoro in numeri simili o superiori agli uomini, ma la loro presenza si riduce progressivamente man mano che si sale nella gerarchia organizzativa. Questo rallentamento è spesso collegato a ostacoli strutturali – dalle dinamiche di promozione alle reti professionali meno accessibili – che rendono più difficile l’accesso ai ruoli decisionali. Il livello di istruzione, inoltre, non basta a colmare il divario e non garantisce automaticamente migliori opportunità. Il divario è particolarmente evidente in alcuni comparti – finanza, costruzioni, tecnologia, real estate e trasporti – dove la presenza femminile nelle posizioni decisionali resta limitata. Tuttavia, il fenomeno riguarda anche settori con una forte presenza di lavoratrici. Nel comparto dell’istruzione, ad esempio, le donne rappresentano il 63,5% della forza lavoro, ma occupano solo il 45,9% delle posizioni di leadership. Anche l’imprenditoria mostra segnali di rallentamento: le donne rappresentano il 31,6% dei founder, con una crescita di appena il 2,2% tra il 2015 e il 2025. Un progresso lento che conferma come l’accesso delle donne ai ruoli di guida, sia nelle organizzazioni sia nelle imprese, continui a incontrare ostacoli significativi. Ridurre questo divario non significa soltanto promuovere l’equità, ma anche valorizzare pienamente competenze e talenti che oggi sono ancora di rimanere sottoutilizzati.