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Recentemente il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha pubblicato il bilancio previsionale di genere riferito al triennio 2026-2028. Esso valuta e organizza la spesa pubblica in funzione della sua capacità di contribuire al superamento delle disparità di genere. Il bilancio prevede solo circa l’1,15% all’anno di spesa specificamente indirizzata alla riduzione delle disparità di genere, nonostante i dati continuino a evidenziare divari strutturali. L’Italia, infatti, stando all’Indice sull’Uguaglianza di Genere 2025 (GEI), si colloca al dodicesimo posto nella classifica europea per la parità di genere con un punteggio di 61,9 a fronte dei 63,4 della media europea.  In particolare, l’Italia si colloca all’ultimo posto per uguaglianza occupazionale – dove registra un peggioramento – e al penultimo per uguaglianza retributiva e registra un aumento di un punto percentuale del rischio di povertà femminile nel periodo 2010–2024. Il recente bilancio previsionale per il periodo 2026-2028 prevede la suddivisione delle spese come “dirette” (1,15%), specifiche per la riduzione della disuguaglianza di genere, “sensibili” (33,28%) in quanto potenzialmente in grado di produrre effetti indiretti su uomini e donne, “da approfondire” (16,53%) poiché gli effetti sul genere non sono immediatamente misurabili e “neutrali” (49,03%), considerate prive di effetti sulle disparità.  Questo quadro solleva una questione rilevante: se da un lato la limitata incidenza della spesa diretta può indicare una bassa priorità esplicita attribuita alle politiche di genere, dall’altro la forte presenza di spesa “sensibile” suggerisce che una parte significativa dell’impatto dipenderà dalla capacità di integrare effettivamente una prospettiva di genere nella progettazione, attuazione e valutazione delle politiche pubbliche. In assenza di strumenti di monitoraggio e valutazione adeguati, esiste infatti il rischio che tali risorse restino solo potenzialmente rilevanti, senza tradursi in un reale avanzamento verso la riduzione delle disuguaglianze.