Dal 7 aprile 2026 è in vigore la Legge annuale n. 34 del 2026 dedicata alle PMI che introduce delle nuove regole per lo smart working, una modalità di lavoro ormai diffusa che rappresenta un elemento distintivo dei modelli organizzativi più evoluti, con potenziali effetti positivi anche in termini di parità di genere, benessere organizzativo e competitività. In particolare, la norma interviene sul decreto legislativo n. 81/2008, intensificando gli obblighi dei datori di lavoro riguardanti la salute e la sicurezza dei lavoratori in materia di lavoro agile, rendendo l’informativa scritta non più una mera formalità, ma uno strumento centrale con precise conseguenze in caso di inadempimento. Il datore di lavoro ha, dunque, l’obbligo annuale di presentare un’informativa scritta ai/alle dipendenti e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), che dovrà indicare i rischi generali e specifici legati al lavoro agile. In questo contesto, il rafforzamento degli obblighi informativi assume rilievo anche rispetto allo stress lavoro-correlato, che nel lavoro agile può risultare meno visibile ma più pervasivo, soprattutto in assenza di chiari confini tra tempi di vita e di lavoro. Per questo nell’informativa è richiesto altresì di indicare le misure organizzative e comportamentali idonee a prevenire tali rischi, promuovendo una corretta gestione dei tempi di lavoro, il rispetto del diritto alla disconnessione e una adeguata organizzazione dell’attività in modalità agile. L’informativa non introduce un obbligo nuovo (era già previsto dall’art. 22 della Legge n. 81/2017) ma ne potenzia l’efficacia rendendola perentoria e sanzionabile. Le nuove regole, infatti, prevedono sanzioni fino a 7.403,36 euro oltre che all’arresto da due a quattro mesi per la mancata informativa.
