Skip to main content

Negli ultimi anni si è assistito ad una trasformazione profonda del ruolo dell’impresa e l’istituzione (e l’evoluzione) delle Società Benefit (SB) rappresenta una delle più significative innovazioni nel diritto societario italiano, contribuendo alla transizione verso un modello di economia rigenerativa. Introdotte con la Legge 208/2015, le SB si configurano come un ponte tra iniziativa economica e valore condiviso e si collocano all’interno di un quadro sempre più integrato tra sostenibilità volontaria e obbligatoria, dove misurazione, governance e accountability diventano leve centrali. La formalizzazione statutaria delle finalità di beneficio comune, unita all’obbligo di valutarne il perseguimento e di rendicontarne annualmente gli esiti attraverso la Relazione d’Impatto, introduce infatti una dimensione strutturata di misurazione ESG in linea con i principali strumenti normativi europei (CSRD, CSDDD, Direttiva sulla trasparenza salariale) e nazionali (UNI/PdR 125:2022, UNI/PdR 192:2026).

La Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026 evidenzia una crescita positiva del numero di SB, attualmente 5.540 pari al 21% in più rispetto all’anno precedente. In termini dimensionali l’incidenza è maggiore tra le grandi aziende (>250 addetti) che raggiungono circa il 22,05%, anche se per numerosità si collocano al primo posto le PMI che sono il 98% delle SB, di queste il 72% sono micro-imprese. Sul piano geografico, la Lombardia è la Regione con la numerosità delle SB di gran lunga maggiore (1.721). A livello assoluto, la seconda Regione è il Lazio (670), seguita dal Veneto (551) e l’Emilia-Romagna. Le SB mostrano una dinamica migliore in termini di crescita del fatturato con un incremento, tra il 2022 e il 2024, del +15% contro il 5% delle non-benefit. Questo dato mostra come il successo dell’impresa non sia più solo legato alla sua capacità di generare profitto bensì dipende dalla sua abilità nel contribuire positivamente al contesto in cui opera. Non solo, il 63% delle SB ha visto una crescita significativa del numero di addetti/e tra il 2022 e il 2024 rispetto al 48% delle non-benefit, indice di una maggiore competitività in termini di attraction e retention dei talenti. Un altro elemento significativo è la maggiore diversità di genere nei board correlata positivamente alle performance aziendali in termini di crescita di profitto e capacità di innovazione. In aggiunta, modelli di governance evoluta, come quello delle SB, risultano coerenti con i requisiti premiali previsti dai rating di legalità e i rating ESG, ponendo le imprese che ne sono dotate in una posizione di vantaggio nell’accesso al credito e nel dialogo con gli stakeholder, e rappresentano una risposta concreta alle nuove sfide normative.

In questa prospettiva, il modello di SB delinea un’evoluzione del ruolo dell’impresa, in cui la sostenibilità non rappresenta soltanto un obbligo di rendicontazione, ma diventa il motore stesso della competitività e della creazione di valore nel lungo periodo.