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Unicredit ha raggiunto un accordo con le principali sigle sindacali che stabilisce un piano di uscite volontarie accompagnate da incentivi per i 1.130 dipendenti che matureranno i requisiti pensionistici entro il 1° maggio 2032. Questo accordo permette un ricambio generazionale che prevede un bilanciamento tra entrate ed uscite: a fronte dei 1.130 dipendenti in uscita, ai quali sarà offerta la possibilità di accedere al pensionamento diretto o al Fondo di solidarietà, la banca prevede l’inserimento attraverso contratti di apprendistato professionalizzante di un totale di 1.085 giovani under 30 (neodiplomati e neolaureati). L’intesa si distingue in particolare per l’attenzione alle tematiche sociali e di inclusione, in linea con il protocollo promosso da ABI. In particolare, è prevista l’assunzione nel biennio 2027-2028 di 45 donne vittime di violenza di genere e/o di figli/e vittime di femminicidio con la finalità di incentivare percorsi di autonomia economica e di reinserimento lavorativo. In questo senso, le aziende che aderiscono al protocollo ABI costituiscono una rete di sostegno per le vittime, anche attraverso la cooperazione con le istituzioni territoriali, assicurando le condizioni per la loro autodeterminazione e fuoriuscita dalla violenza. A differenza del protocollo ABI, che richiama l’inserimento lavorativo come leva di supporto senza definirlo come misura strutturata, l’accordo UniCredit traduce questo principio in un impegno concreto e quantificato, rafforzando il ruolo del lavoro come strumento di inclusione. L’impegno aziendale prevede l’adozione di misure organizzative flessibili, come il lavoro agile da mantenere per l’intero arco temporale del percorso di protezione, in grado di rispondere alle eventuali esigenze di sicurezza personale, limitando al contempo il rischio di abbandono del lavoro.