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La settimana corta rappresenta una delle rivoluzioni più significative nel mondo del lavoro, contribuendo al benessere organizzativo e, in via indiretta, alla parità di genere. La riduzione dell’orario lavorativo e la flessibilità possono, infatti, sostenere una migliore distribuzione delle responsabilità di cura all’interno della famiglia, liberando il tempo delle donne e riducendo le disparità retributive e occupazionali. Diversi Paesi europei stanno sperimentando modelli di settimana lavorativa ridotta o flessibile con risultati positivi in termini di produttività, benessere organizzativo e conciliazione tra vita privata e professionale. Secondo gli ultimi dati EUROSTAT, i cittadini dell’UE lavorano in media 36 ore settimanali, con differenze significative tra gli Stati membri: si passa dalle 32,1 ore dei Paesi Bassi alle quasi 40 ore della Grecia. L’Italia si colloca sostanzialmente in linea con la media europea, con 36,1 ore settimanali. In Francia la settimana lavorativa di 35 ore è in vigore da oltre vent’anni, pur continuando a essere oggetto di dibattito politico ed economico. Mentre il Belgio nel 2022 ha introdotto la possibilità di concentrare l’orario lavorativo in quattro giorni anziché cinque, intervenendo sul numero di giornate e non sul numero di ore, altri Paesi come l’Islanda hanno avviato progetti di riduzione dell’orario lavorativo a parità di stipendio. Anche la proposta di legge italiana, poi bocciata dalla Camera dei deputati, intendeva introdurre una riduzione graduale dell’orario di lavoro da 40 a 32 ore settimanali a parità di salario, distribuibili su quattro o cinque giorni e da attuare attraverso la contrattazione collettiva nazionale, territoriale e aziendale. Numerose sono invece le sperimentazioni della settimana corta su iniziative aziendali sostenute dai governi in Spagna, Portogallo e Regno Unito. Anche in Italia diverse grandi aziende – come Intesa Sanpaolo, EssilorLuxottica, SACE o Lavazza – hanno adottato formule di orario ridotto tramite accordi di secondo livello o contratti aziendali. La settimana corta non rappresenta soltanto una riflessione sull’orario di lavoro, ma anche un tema più ampio di sostenibilità sociale, organizzativa e culturale del lavoro contemporaneo.